Le 10 richieste degli studenti francesi (guidati dal sindacato L'Union Étudiante) per porre fine alla mobilitazione nazionale si concentrano su riforme urgenti e strutturali del sistema scolastico e universitario:
Piano d'emergenza edilizia: Ristrutturazione immediata delle scuole e delle università fatiscenti e insalubri, adattandole ai cambiamenti climatici (impianti di climatizzazione e riscaldamento adeguati).
Edilizia pubblica e alloggi: Costruzione di nuove residenze pubbliche universitarie (CROUS), restauro di quelle già esistenti e congelamento degli affitti studenteschi.
Piano massiccio di assunzioni: Reclutamento di docenti e personale scolastico per garantire almeno un infermiere, uno psicologo e un consulente di orientamento ogni 500 studenti.
Accesso libero allo studio: Superamento e abolizione dei meccanismi selettivi delle piattaforme Parcoursup e Mon Master per favorire un sistema d'accesso senza barriere.
Aumento immediato delle borse di studio: Incremento di 200 euro al mese erogato per 12 mensilità ed estensione della platea a 300.000 studenti aggiuntivi.
Reddito di autonomia studentesca: Istituzione nel lungo periodo di un sussidio di 1.337 euro al mese per garantire l'autonomia economica di ogni studente.
Mense e pasti a un euro: Introduzione di pasti a prezzo bloccato (1 euro) nelle strutture scolastiche e convenzionate.
Rimodulazione degli orari: Garanzia di pause pranzo di almeno un'ora e mezza per tutelare il benessere psicofisico e l'alimentazione.
Esonero tasse per studenti stranieri: Abolizione dei regimi di tassazione maggiorati per gli studenti provenienti da Paesi extra-UE.
Riforma della democrazia scolastica: Potenziamento della rappresentanza negli organi direttivi, introducendo l'elezione diretta per i rappresentanti del Consiglio Superiore dell'Educazione (CSE).
La piattaforma, che richiede complessivamente uno stanziamento da 10 miliardi di euro, è supportata da una forte partecipazione di piazza e da decine di migliaia di firme raccolte tra cittadini e docenti.